Tutti sappiamo che il miele viene prodotto dalle api, ma forse non tutti sanno cosa lo compone e le caratteristiche che ne fanno un toccasana dalla notte dei tempi. Dalla raccolta del polline, fatta all’aperto, allo stoccaggio nelle cellette dell’alveare avvengono molti passaggi che coinvolgono le api preposte ai vari compiti le quali, con i loro enzimi, consentono la modificazione e la fluidificazione del prodotto amplificando le proprietà naturali già presenti nel polline. I principali componenti del miele sono:
- fruttosio
- glucosio
- acqua
- zuccheri
- acidi organici
- sali minerali
- enzimi
- aromi
Il fruttosio viene metabolizzato dal fegato e costituisce una riserva di energia perché viene assimilato gradualmente dal nostro organismo. Il glucosio, invece, fornisce energia immediata: 100 grammi di miele forniscono 320 calorie. Questo è uno dei motivi per cui viene consigliato a chi studia, a chi fa dello sport ed agli anziani. Fino al secolo scorso era l’unico dolcificante utilizzato in cucina. Era usato per tutti i tipi di dolci, veniva messo nell’acqua da bere e nel vino per insaporire. Usato al posto dello zucchero, per chi controlla il peso, consente di risparmiare calorie ed è naturale. Non è, comunque, un alimento completo perché nel miele sono assenti le vitamine ed i protidi. Nell’antichità era usato, assieme al vino, per curare le ferite. Oggi le cose non sono molto cambiate, ma solo industrializzate. Nel vino, infatti, è presente la parte alcoolica che disinfetta mentre il miele è un antibatterico naturale. Le ferite superficiali venivano prima lavate bene con vino e poi veniva steso uno strato di miele che impediva ai batteri di arrivare alla ferita e di infettarla. Ingegnosi, vero?

















